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	<title>ChannelCity Blog &#187; romani</title>
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	<description>Il business con il canale indiretto</description>
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		<title>Banda larga, il pasticcio del governo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche questa volta si è persa l&#8217;occasione per fare dell&#8217;Italia un paese degno di essere definito &#8220;moderno&#8221;. Negli scorsi anni, dopo aver sbandierato ai quattro venti quanto fosse importante internet, il computer, a partire dall&#8217;ambito scolastico &#8211; salvo poi non fornire alle scuole le risorse necessarie per computer e linee adsl -, il grande progetto scuola-computer-internet si è sgonfiato come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questa volta si è persa l&#8217;occasione per fare dell&#8217;Italia un paese degno di essere definito &#8220;moderno&#8221;. Negli scorsi anni, dopo aver sbandierato ai quattro venti quanto fosse importante internet, il computer, a partire dall&#8217;ambito scolastico &#8211; salvo poi non fornire alle scuole le risorse necessarie per computer e linee adsl -, il grande progetto scuola-computer-internet si è sgonfiato come una bolla di sapone o nella migliore delle ipotesi è diventato realtà per intraprendenza di qualche illuminato dirigente scolastico.</p>
<p>Ora, dopo quasi due anni che i vari ministri, a partire da Brunetta, sbandierano a destra e a manca l&#8217;importanza della digitalizzazione delle informazioni, di ridurre il digital divide nel nostro Paese, ecco l&#8217;annuncio di Letta che, senza mezzi termini, comunica che l&#8217;espansione della banda larga viene bloccata per mancanza di fondi (800 milioni di euro). Fondi che, guarda caso, si trovano invece per il progetto del ponte sullo stretto, un&#8217;opera più politica che essenziale per il Paese.</p>
<p>Ma il colmo succede dopo l&#8217;annucio di Letta. Dopo il clamore della Rete, della confindustria, delle varie piccole e medie associazioni industriali ecco il primo timido dietrofront. A partire dal ministro Scajola che dichiara <a href="http://www.channelcity.it/news/8195/banda-larga-scajola-pressa-berlusconi.html"><strong>di aver chiesto di far ripartire il progetto</strong> </a>(ma che strano consiglio dei ministri&#8230;.), per poi assitere a un altro dietrofront da parte del sottosegretario alle comunicazioni Romani che dice che i soldi per la banda larga si possono trovare. E che forse arriveranno entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>A questo punto sorge più di una domanda.  Ma il governo e i suoi ministri sanno cosa significa ridurre il digital divide nel nostro paese e ne conoscono l&#8217;importanza non solamente economica ma anche sociale, dell&#8217;impatto che avrebbe sui cittadini, sul rapporto con la pubblica amministrazione, tra le piccole aziende? La seconda è di tipo economico: sempre dal governo sono uscite delle ipotesi associate al progetto banda larga in tema di crescita del PIL, di numero di cantieri attivabili, di nuovi posti di lavoro, <strong><a href="http://www.channelcity.it/news/7972/rapporto-assinform-primo-semestre-2009-la-crisi-irrompe-anche-nell-it-nostrana.html">anche per il nostro comparto IT in piena crisi</a></strong>, salvo poi far finta di nulla (e meno male che è da mesi che si afferma che per uscire dalla crisi servono nuovi progetti, le infrastrutture) e però mettere nero su bianco 1.300 milioni di euro, solo per poter partire,  per un progetto come il ponte sullo stretto che sicuramente muove maggiori  interessi, più politici che economici.</p>
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