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Articoli marcati con tag ‘netbook’

iPadmania

venerdì, 28 maggio 2010

Diciamolo chiaro ancora una volta “mister Jobs“, come lo chiama ironicamente Crozza nel programma televisivo ”Crozza Alive“, ha dato una dura lezione ai concorrenti, in primis Microsoft, su come si fa a rendere vincente un prodotto ancora prima di averlo visto, ma soprattutto usato (un fenomeno di marketing  che non succede in nessuna altra industria, se non nella moda). Apple iPad ha contaminato  – in un crescente tam tam mediatico –  intere schiere di adepti, anche chi non sa nemmeno di cosa si sta parlando, cosa che in questo momento non succede a nessun altro prodotto del segmento ICT, nemmeno al Google phone, alias Nexus One, che pure può sfruttare un marchio nella testa di tutti come il brand Google.

E che dire di aziende importanti come Enel o testate giornalistiche come Repubblica e Corriere o aziende come Citrix, per fare un piccolo esempio, che fanno a gara per far sapere agli utenti di aver già pronto programmi specifici, le App, per il nuovo oggetto di culto. Si perchè Steve Jobs, il grande visionario di Apple, ma anche molto pragmatico quando si parla di valore finanziario dell’azienda, batte ancora una volta l’altra parte del mondo IT, quello che si riconosce nel binomio Microsoft-Intel, creando con la tavoletta iPad la speranza che si siano risolti tutti i problemi legati alla facilità d’uso della tecnologia (un’illusione, aspettate qualche settimana e poi vedremo spuntare le critiche, come è normale che sia), tanto che anche in Italia, come in parecchi altri paesi europei e non, si parla di una vera e propria iPadmania. Mi piacerebbe che anche Microsoft prima o poi potesse fare uscire dal proprio cilindro un’idea rivoluzionaria. Ci guadagnerebbe non solo Mr Bill ma tutta l’industria IT, così come è successo un paio d’anni fa con l’idea netbook di Asus che ha creato una risposta a un’esigenza che i notebook, molto probabilmente, non riuscivano a colmare.

La rivincita dei netbook

lunedì, 8 giugno 2009

Lo confesso non mi avevano ammaliato i primi netbook targati Asus, avevo la sensazione che fossero una sorta di giocattolino, con un’interfaccia banale. Idea carina ma rispetto a un notebook, un ultraleggero, poca cosa. I numeri mi hanno poi smentito, grazie anche alle introduzioni di successivi prodotti, con uno schermo a portata di lettura – 10,2 pollici – il ritorno di Windows Xp e performance migliorate con processori più potenti e dischi più capienti.
Ora si può dire che il netbook sta diventando l’oggetto della seconda informatizzazione a discapito del notebook consumer. Questa mia affermazione è suffragata dagli ultimi dati Idc che spingono in alto il mercato dei netbook, con un’ulteriore previsione al rialzo del 20% nel giro di poche settimane. Idc, infatti, si aspetta per l’anno in corso un mercato globale di 26,4 milioni di netbook. La sua precedente previsione, fatta qualche settimana fa, stimava il mercato worldwide netbook a quota 22 milioni di pezzi per il 2009.I netbook sono stati fino a oggi un po’ snobbati dal canale “tradizionale”, anche per la bassa marginalità che si portano appresso, ma ora davanti a questi numeri, forse sarebbe il caso di fare una riflessione. I netbook potrebbero fare da traino anche ai notebook, per esempio si potrebbe evidenziare le peculiarità di un netbook e le differenze d’utilizzo con un notebook, puntando alla vendita abbinata. Si potrebbe posizionare il notebook di grandi prestazioni – anche in termini di display – come la soluzione desktop replacement, e veicolare il netbook come una sorta di soluzione client sfruttando le caratteristiche di leggerezza e praticità.

Numeri che confondono

lunedì, 11 maggio 2009

I dati rilasciati da Sirmi, e relativi al mercato italiano  – primo trimestre dell’anno -, sanciscono due profonde verità: la crisi colpisce quest’anno, e molto, il settore “consumer”, nel senso più ampio del termine, visto che questo mercato perde nei primi giorni dell’anno qualcosa come il 6,8%, rispetto al primo trimestre del 2008, e la profonda trasformazione dell’utilizzo del computer a vantaggio della mobilità.

Infatti, se si sommano le vendite del prodotto notebook in tutte le sue segmentazioni (escluso il netbook), registro che nei primi 90 giorni dell’anno sono stati venduti qualcosa come 900.000 notebook, contro 481.000 unità del prodotto Pc desktop. Se a questi numeri aggiungo anche i 295.000 netbook, che probabilmente vengono anche venduti come secondo computer, potrei dire che si vende quasi solo ”portatilità”, con marginalità più interessanti per i notebook, rispetto ai netbook e ai Pc desktop.

Quello che però non comprendo è la segmentazione Sirmi per il mercato notebook: mercato professionale, mercato consumer. Ma esiste davvero un mercato “consumer” per i notebook? Io non penso, forse sarebbe più corretto spaccare il mercato per segmento di prezzo: fino a 499 euro, per esempio, e un mercato high end, oltre quel prezzo.

Ci sono attività, come quella del sottoscritto, ma anche quella di molte altre persone che lavorano in mobilità dove non viene richiesto un notebook da prestazioni alla ”Ferrari”, quest’anno alla “BrawnGP”. Per scrivere, far di conto, essere connessi a Internet, usare la posta elettronica il più delle volte basta il notebook che Sirmi definisce “consumer”, anche se poi nell’utilizzo quotidiano di consumer a poco a che fare. D’altronde non penso che si venda qualcosa come 442.000 notebook consumer (definizione Sirmi). A questo mercato ci pensano già le consolle e i Pc configurati con l’hardware dedicato. Ma soprattutto come si fa a vendere così tanti notebook consumer in un mercato consumer che Sirmi definisce il peggior segmento di mercato, almeno in questo primo trimestre 2009.

Pensieri contromano

lunedì, 20 aprile 2009

La settimana si è aperta all’insegna di Windows 7 che dovrebbe, a breve, calamitare l’interesse degli utenti finali e di riflesso anche il canale. Canale che spostandoci sul tema hardware è ”infastidito” dall’ennesima concorrenza da parte di un grande operatore telefonico che con l’appoggio di un grande vendor si erge a capofiliera nella vendita delle soluzioni netbook (chiamandolo miniPC e abbinandolo a un massiccio investimeno pubblicitario), tagliando fuori con la sua struttura commerciale sia il reseller tradizionale, sia il retail.
Che il mercato dei netbook, già dal lancio dell’eeePC di Asus, abbia suscitato parecchio interesse per gli operatori telefonici non è un mistero per nessuno così come non è un mistero che il grosso delle vendite di queste specifiche soluzioni sia transitato fino a oggi proprio da quelle strutture di vendita. Non è nemmeno un mistero che oggi i retailler più importanti siano sulla difensiva nella vendita dei netbook anche perchè la marginalità non li premia più di tanto. Come sul fronte della marginalità non premia nemmeno il reseller tradizionale. A mio parere i vendor così come stanno pian piano risegmentando l’offerta dei notebook, andando a occupare tutte le aree scoperte, dovrebbero dire chiaramente che il segmento dei netbook  – che ha sicuramente successo nei numeri di vendita – lo si preferisce far transitare attraverso accordi con gli operatori telefonici i quali possono costruire un’offerta commerciale che né i reseller né la Gds possono costruire. Con buona pace di tutti i rivenditori che possono tornare a costruire il business “sano” sul notebook in tutte le sue sfaccettature.
Chiudendo ho visto che il discorso “trasparenza” dei distributori ha suscitato un certo interesse. Peccato che sebbene abbia sollecitato il distributore a dire la sua il proprio ufficio stampa, con cortesia, ha declinato l’offerta.


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