Dopo aver brindato al nuovo anno, speriamo migliore del 2009, eccoci con i primi segnali che, se da una parte non dicono che la “bufera economica è terminata”, dall’altra proiettano però alcune indicazioni, per ora positive.
Iniziamo con quello che si intravede provenire dagli States. Oggi Intel ha ottenuto un giudizio molto positivo da parte di un prestigioso analista che ha alzato il giudizio sulla società di Santa Clara portandolo, come si dice in gergo a ”outperform”, sulle attese di una ripresa delle spese aziendali e sugli acquisti dei Pc. Sempre dall’altra sponda dell’Atlantico arriva la notizia che l’Institute for Supply Management ha reso noto che l’indice ISM manifatturiero ha registrato un rialzo a 55,9 punti nel mese di dicembre, dato superiore alle attese degli analisti, che si aspettavano un incremento meno marcato a 54,3 punti. Così come un segnale importante arriva anche da Nokia la quale prevede di vendere quest’anno più di 500 milioni di telefonini, come ha dichiarato Rick Simonson, il numero uno dell’unità Mobile Phones di Nokia mentre la maggior parte degli analisti aveva previsto per il 2010 un aumento delle vendite Nokia a 460 milioni di telefonini.
Dunque arrivano segnali di ottimismo fuori dai confini d’oltralpe che consentono di essere un po’ meno pessimisti di qualche settimana fa anche se la strada da fare è ancora lunga. Come ha recentemente dichiarato Emma Marcegaglia, la numero uno di Confindustria, per tornare a livelli pre-crisi, in piena produzione, e di spesa, si dovrà aspettare dai tre ai cinque anni. Sembrano traguardi lontani ma se si torna a rivedere cosa stava succedendo a cavallo del mese di febbraio e marzo 2009, possiamo dire che l’abbiamo scampata.


