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	<title>ChannelCity Blog &#187; Mercato</title>
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	<description>Il business con il canale indiretto</description>
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		<title>Negli Usa chi sbaglia paga. In Italia, quasi mai</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 09:03:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;episodio increscioso di <strong>Mark Hurd</strong>, CEO HP e la leggerezza di  <strong>Mark Papermaster,</strong>  vice-president responsabile del progetto iPhone, dimostrano, ancora una volta, come dall&#8217;altra parte dell&#8217;Atlantico chi sbaglia paga. Sebbene Hurd avesse dei grandi meriti come quello di aver dato lo sprint giusto al gigante HP dopo la disastrosa gestione di Carly Fiorina, il Consiglio di amministrazione di HP di fronte ad accuse gravissime come <strong><a href="http://www.channelcity.it/news/10198/mark-hurd-cacciato-da-hp-per-accusa-di-molestie-sessuali-e-note-spese-gonfiate.html">quelle di molestie sessuali e l&#8217;ipotesi di aver &#8220;gonfiato&#8221; le note spese</a></strong>, non ha apettato molto per dargli il benservito.</p>
<p>Anche sul versante Apple, davanti a quello che ormai viene difinito il caso &#8220;Antennagate&#8221;, Steve Jobs non ci ha pensato poi su molto per trovare<a href="http://www.channelcity.it/news/10202/antennagate-iphone-4-licenziato-mark-papermaster-vicepresidente-per-l-engineering-dell-iphone.html"> un&#8217;uscita dignitosa a un manager importante come Mark Papermaster </a>che la Apple aveva strappato a Ibm qualche anno fa non senza polemiche. Il business, ma soprattutto la piazza finanziaria di Wall Street danno dei segnali che non possono essere tralasciati.</p>
<p>Ebbene, se anche qui nel nostro Paese si usassero le stesse misure adottate negli Usa pensate a quanti manager nell&#8217;IT sarebbero stati rimossi in questi ultimi anni causa errori di strategia o business plan dbagliati. Invece si assiste a uscite e rientri continui senza vedere un cambio generazionale, che metta al primo posto la qualità e la professionalità.</p>
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		<title>iPadmania</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 21:24:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Diciamolo chiaro ancora una volta &#8220;mister Jobs&#8220;, come lo chiama ironicamente Crozza nel programma televisivo &#8221;Crozza Alive&#8220;, ha dato una dura lezione ai concorrenti, in primis Microsoft, su come si fa a rendere vincente un prodotto ancora prima di averlo visto, ma soprattutto usato (un fenomeno di marketing  che non succede in nessuna altra industria, se non nella moda). Apple iPad ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamolo chiaro ancora una volta &#8220;<strong>mister Jobs</strong>&#8220;, come lo chiama ironicamente <strong>Crozza </strong>nel programma televisivo &#8221;<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=VkU-yg3zW5g">Crozza Alive</a></strong>&#8220;, ha dato una dura lezione ai concorrenti, in primis Microsoft, su come si fa a rendere vincente un prodotto ancora prima di averlo visto, ma soprattutto usato (un fenomeno di marketing  che non succede in nessuna altra industria, se non nella moda). Apple iPad ha contaminato  &#8211; in un crescente tam tam mediatico &#8211;  intere schiere di adepti, anche chi non sa nemmeno di cosa si sta parlando, cosa che in questo momento non succede a nessun altro prodotto del segmento ICT, nemmeno al Google phone, alias <strong><a href="http://www.channelcity.it/news/9460/per-nexus-one-vendite-deludenti-e-google-lo-toglie-dallo-shop-online.html">Nexus One</a></strong>, che pure può sfruttare un marchio nella testa di tutti come il brand <strong>Google</strong>.</p>
<p>E che dire di aziende importanti come Enel o testate giornalistiche come Repubblica e Corriere o aziende come Citrix, per fare un piccolo esempio, che fanno a gara per far sapere agli utenti di aver già pronto programmi specifici, le App, per il nuovo oggetto di culto. Si perchè Steve Jobs, il grande visionario di Apple, ma anche molto pragmatico quando si parla di valore finanziario dell&#8217;azienda, batte ancora una volta l&#8217;altra parte del mondo IT, quello che si riconosce nel binomio Microsoft-Intel, creando con la tavoletta iPad la speranza che si siano risolti tutti i problemi legati alla facilità d&#8217;uso della tecnologia (un&#8217;illusione, aspettate qualche settimana e poi vedremo spuntare le critiche, come è normale che sia), tanto che anche in Italia, come in parecchi altri paesi europei e non, si parla di una vera e propria <strong><a href="http://www.channelcity.it/news/9589/ipad-day-cronistoria-video-all-apple-store.html">iPadmania.</a></strong> Mi piacerebbe che anche Microsoft prima o poi potesse fare uscire dal proprio cilindro un&#8217;idea rivoluzionaria. Ci guadagnerebbe non solo Mr Bill ma tutta l&#8217;industria IT, così come è successo un paio d&#8217;anni fa con l&#8217;idea netbook di Asus che ha creato una risposta a un&#8217;esigenza che i notebook, molto probabilmente, non riuscivano a colmare.</p>
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		<title>Google e Apple: il valore del marchio</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 18:24:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da una parte Apple, con il suo iPhone, dall&#8217;altra Google, con il suo Nexus One. Sembra che il mondo dei telefonini evoluti, gli smartphone, si sia diviso in queste due categorie:  i pro iPhone e i pro Nexus One. Sicuramente non è così ma per i produttori degli smartphone Windows Mobile o Windows Phone sarà, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una parte <strong>Apple,</strong> con il suo <strong>iPhone</strong>, dall&#8217;altra <strong>Google,</strong> con il suo <strong>Nexus One</strong>. Sembra che il mondo dei telefonini evoluti, gli <strong>smartphone</strong>, si sia diviso in queste due categorie:  i pro iPhone e i pro <a href="http://www.channelcity.it/news/8555/debutta-ufficialmente-nexus-one-il-primo-googletelefonino.html">Nexus One</a>. Sicuramente non è così ma per i produttori degli smartphone <strong>Windows Mobile o Windows Phone</strong> sarà, da ora, sempre più dura affermarsi, almeno a livello di percezione del brand. Come ha insegnato Apple, non solo con l&#8217;iPhone, ma anche con l&#8217;iPod nei contronti della platea dei lettori Mp3, il consumatore non è solamente guidato nelle proprie scelte di acquisto dalle caratteristiche tecniche, dalla pubblicità, dal marketing. Ha un grande impatto il passaparola, che trasforma in poco tempo un dispositivo tecnologico in un oggetto &#8220;cult&#8221;. Come, appunto, è successo ai dispositivi della Mela. E oggi né Google né Apple difettano di questo importante aiuto grazie proprio all&#8217;impatto emozionale del rispettivo brand.</p>
<p>Fuori da questa mischia, per ora, rimane <strong>Rim </strong>con il suo <strong>Blackberry</strong> che oltre a feature &#8220;particolari&#8221;, che lo rendono unico nel suo genere, e non assimilabile a iPhone e dintorni, ha potuto contare sull&#8217;immagine, sui prestigiosi testimonial, che i telefonini evoluti dei giganti dell&#8217;elettronica come<strong> HTC</strong>, <strong>Samsung e LG</strong> oggi non hanno.</p>
<p>Nel mercato dei telefonini c&#8217;è sicuramente il gigante <strong>Nokia</strong>, che però non sembra in grado contrastare Apple e Google nel mercato degli smartphone evoluti, almeno oggi. Vedremo nei prossimi mesi.</p>
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		<title>Smau Si, Smau No: dipende da che lato lo si vede</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:26:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, da parecchi, al termine dell’edizione milanese dello Smau iniziano i consuntivi. Da una parte l’organizzazione che mette nero su bianco numeri come 49.000 visitatori, di cui 11.000 partecipanti ai 200 appuntamenti formativi. Dall’altra parte ci sono gli espositori che, come ogni anno, hanno aspettative, vogliono numeri, qualificati, un po’ troppo alti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno, da parecchi, al termine dell’edizione milanese dello<strong> Smau</strong> iniziano i consuntivi. Da una parte l’organizzazione che mette nero su bianco numeri come <strong>49.000 visitatori,</strong> di cui 11.000 partecipanti ai <strong>200</strong> appuntamenti formativi.</p>
<p>Dall’altra parte ci sono gli espositori che, come ogni anno, hanno aspettative, vogliono numeri, qualificati, un po’ troppo alti in certi casi. Che, in qualche caso, pensano di poter risollevare il business attraverso una manifestazione di tre giorni.</p>
<p>Poi c’è la cruda realtà: ci sono aziende che hanno qualcosa da dire, da presentare, e hanno riscontri. Penso a una <strong>Iomega</strong> che già al termine del primo giorno era più che soddisfatta oppure il grande interesse che ha suscitato “il mostro” presentato da <strong>APC</strong>. Oppure aziende come <strong>Ingram Micro</strong>, che nella tre giorni milanese, ha incontrato 800 rivenditori. Un numero di tutto rispetto, di questi tempi, soprattutto se si confronta con le s<a rel="attachment wp-att-208" href="http://blog.channelcity.it/2009/11/smau-si-smau-no-dipende-da-che-lato-lo-si-vede.html/smau_2009_channelcity"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-208" title="smau_2009_channelcity" src="http://blog.channelcity.it/wp-content/uploads/2009/11/smau_2009_channelcity-150x150.jpg" alt="smau_2009_channelcity" width="150" height="150" /></a>carse presenze che si registrano in numerosi roadshow di canale, che abbondano in queste ultime settimane.</p>
<p>Certo non è pensabile che tutti possano avere un volano come lo ha avuto <strong>Microsoft</strong> con il lancio di <strong><a href="http://www.channelcity.it/speciali/windows-7/index.php">Windows 7,</a></strong> che nella giornata di presentazione del nuovo sistema operativo ha registrato un’affluenza record. Numeri che indirettamente hanno fatto bene anche ai partner-microsoft e che ovviamente ne ha poi beneficiato l’intero Smau.</p>
<p>Senza poter disporre di numeri ufficiali delle presenze ai vari stand ma avendo parlato con diverse aziende direi che anche attori come <strong>Esprinet</strong> e  diverse aziende software possano essere più che soddisfatti del riscontro Smau. Di certo è che l’hardware PC, se si esclude il parterre degli hardware-vendor presenti nell’area Windows 7, non riesce più a calamitare l’interesse di una volta.</p>
<p>Dal mio punto di vista sarebbe il momento giusto per trasformare lo Smau in una vera e propria manifestazione dedicata al software con il compito di far crescere l’interesse per le soluzioni hardware all’area del Trade. Facendola, ovviamente, crescere.</p>
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		<title>Windows 7 Logo, la compatibilità avanza senza tanto clamore</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 20:49:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eravamo abituati ai grandi colpi di grancassa quando Microsoft si apprestava a lanciare i vari sistemi operativi &#8211; a partire dal lontano Windows 2x -, che oggi sembra quasi strano che a pochi giorni dal lancio del nuovo Windows 7, Microsoft stia tenendo un profilo basso, quasi nullo, sul versante comunicazione-marketing. Anche l&#8217;aspetto &#8220;compatibilità&#8221; con i prodotti delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo abituati ai grandi colpi di grancassa quando <strong>Microsoft</strong> si apprestava a lanciare i vari sistemi operativi &#8211; a partire dal lontano Windows 2x -, che oggi sembra quasi strano che a pochi giorni dal lancio del nuovo <strong><a href="http://www.channelcity.it/speciali/windows-7/index.php">Windows 7</a></strong>, Microsoft stia tenendo un profilo basso, quasi nullo, sul versante comunicazione-marketing.</p>
<p>Anche l&#8217;aspetto &#8220;<strong>compatibilità</strong>&#8221; con i prodotti delle terze parti, che negli anni precedenti è stata usata come primaria leva di marketing (e in molti casi si è rivelato un boomerang negativo come con il discusso <strong>Windows Vista Capable</strong>), sembra essere passata in secondo piano. Invece a oggi sono già parecchie decine i prodotti compatibili con Windows 7, che possono usare il logo <strong><em>Compatible With Windows 7.</em></strong> Ovvero che sono stati testati per il corretto funzionamento con <strong>tutte le versioni di Windows 7,</strong>  incluse quelle a 64 bit. Volete scoprirlo: <a href="http://www.microsoft.com/windows/build/default.aspx"><strong>cliccate qui</strong>.</a></p>
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		<title>Con Windows 7 torna l&#8217;era del marketing porta a porta</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 09:31:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iniziativa HouseParty, promossa per il lancio di Windows 7, colpisce perchè se da una parte potrebbe essere una interessante iniziativa a basso costo che consente agli utenti di scambiarsi a quattr&#8217;occhi idee, commenti, mugugni sul nuovo Windows 7, dall&#8217;altra parte mi lascia perplesso. Ma come dopo anni nel quale Microsoft si è sempre vantata di avere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;iniziativa <strong>HouseParty,</strong> promossa per il lancio di <strong>Windows 7</strong>, colpisce perchè se da una parte potrebbe essere una interessante iniziativa a basso costo che consente agli utenti di scambiarsi a quattr&#8217;occhi idee, commenti, mugugni sul nuovo <strong><a href="http://www.channelcity.it/speciali/windows-7/index.php">Windows 7</a></strong>, dall&#8217;altra parte mi lascia perplesso.</p>
<p>Ma come dopo anni nel quale Microsoft si è sempre vantata di avere un ecosistema di partner -  piccoli, grandi e medi &#8211; capillare e affidabili, una serie di distributori di primo piano e una struttura comunicazione-marketing in grado di produrre un tam-tam oceanico, con <strong><a href="http://www.channelcity.it/news/7843/houseparty-e-windows-7-arriva-direttamente-a-casa.html">HouseParty</a></strong> siamo tornati all&#8217;era del marketing porta a porta. Posso capire che lo scotto di Windows Vista aleggia ancora nelle stanze di Redmond ma questa volta le premesse per il nuovo sistema operativo sembrano totalemte differenti. Non capisco nemmeno questa calma apparente da parte di Microsoft verso il canale. Qualche distributore inizia a lamentarsi perchè a poco più di un mese dal lancio di Win Seven il focus commerciale di Microsoft sembrerebbe inesistente. Alcuni ipotizzano anche che potrebbero essere solamente gli hardware vendor a trainare inizialmente Win Seven con un basso profilo da parte di Microsoft. Questo, forse, giustificherebbe il porta a porta.</p>
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		<title>Primi problemi di tuning per Windows 7</title>
		<link>http://blog.channelcity.it/2009/06/primi-problemi-di-tuning-per-windows-7.html</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 13:49:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto riportato dal sito Winfuture.de  Microsoft avrebbe posticipato il rilascio delle versioni RTM di Windows Seven al 29 giugno, contro la data precedentementte prevista del 12 giugno. Inoltre, non si sa più nulla dei prezzi di Windows 7  che dovevano essere ufficializzati entro la metà di giugno mentre è quasi certo che la versione di Windows [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato dal sito <a href="http://winfuture.de/news,48009.html"><strong>Winfuture.de</strong> </a> Microsoft avrebbe <strong>posticipato il rilascio delle versioni RTM</strong> di Windows Seven al <strong>29 giugno</strong>, contro la data precedentementte prevista del 12 giugno. Inoltre, non si sa più nulla <a href="http://www.channelcity.it/speciali/windows-7/dettaglio.php?q=__118_0_i-prezzi-di-windows-7.html">dei prezzi di Windows 7</a>  che dovevano essere ufficializzati entro la metà di giugno mentre è quasi certo che la versione di Windows 7 per l&#8217;Europa, ovvero la versione che non potrà integrare di default il browser Internet Explorer si chiamerà <strong>Windows 7 E</strong>.</p>
<p>Almeno questa è la proposta Microsoft, vedremo nei prossimi giorni che ne pensa la Commissione Europea.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La regola del meno 20%</title>
		<link>http://blog.channelcity.it/2009/03/la-regola-del-meno-20.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 07:27:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi si abbatte anche nel settore IT che, ovviamente, non poteva rimanere indenne dallo tsunami finanziario e dalla crisi del mercato reale. E questo terremoto si traduce in numeri importanti. In una recente dichiarazione Umberto Paolucci, con una carica di rilievo in Microsoft, e tanta esperienza nel settore, stimava in circa 40.000 posti di lavoro persi in questo anno solare nel nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi si abbatte anche nel settore IT che, ovviamente, non poteva rimanere indenne dallo tsunami finanziario e dalla crisi del mercato reale. E questo terremoto si traduce in numeri importanti. In una recente dichiarazione Umberto Paolucci, con una carica di rilievo in Microsoft, e tanta esperienza nel settore, stimava in circa 40.000 posti di lavoro persi in questo anno solare nel nostro Paese.</p>
<p>La crisi però è in qualche modo più drammatica per il nostro settore perchè a differenza di altri comparti industriali l&#8217;information technology può considerarsi un settore pivello, non abituato a fronteggiare situazioni pesanti che altri settori dell&#8217;economia hanno già passato parecchie volte nella loro storia. E, infatti, le aziende dell&#8217;IT stanno facendo la cosa più elementare, e dannosa. Ridurre il personale in una percentuale che varia dal 10 al 20%. In fretta, per esigenze di bilancio.</p>
<p>L&#8217;aspetto più inquetante, al di la ovviamente della espulsione dal mondo del lavoro di tecnici preprati e professionisti della vendita, è che non si intravede un piano di rilancio del tal vendor o tale distributore, in qualche modo credibile. In questa fase l&#8217;importante è tagliare. Si va incontro a paradossi come il caso di quel distributore che per la fretta di ridurre i costi si è liberato di un team di persone che poi è andato a lavorare da un concorrente salvo poi scoprire che non aveva più in casa l&#8217;expertise sul tale vendor e  a questo punto dovrà in qualche modo correre ai ripari.</p>
<p>Il paradosso è proprio questo. A cui si deve aggiungere che quando il mercato riprenderà ci saranno vendor e distributori che hanno in qualche modo tirato la cinghia ma il proprio know-how, le proprie persone, sono ancora li, pronte ad accendere i motori. E altri che perderanno la ripresa perchè nel frattempo hanno snaturato l&#8217;impresa.</p>
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