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Articoli marcati con tag ‘Mercato’

Google e Apple: il valore del marchio

giovedì, 7 gennaio 2010

Da una parte Apple, con il suo iPhone, dall’altra Google, con il suo Nexus One. Sembra che il mondo dei telefonini evoluti, gli smartphone, si sia diviso in queste due categorie:  i pro iPhone e i pro Nexus One. Sicuramente non è così ma per i produttori degli smartphone Windows Mobile o Windows Phone sarà, da ora, sempre più dura affermarsi, almeno a livello di percezione del brand. Come ha insegnato Apple, non solo con l’iPhone, ma anche con l’iPod nei contronti della platea dei lettori Mp3, il consumatore non è solamente guidato nelle proprie scelte di acquisto dalle caratteristiche tecniche, dalla pubblicità, dal marketing. Ha un grande impatto il passaparola, che trasforma in poco tempo un dispositivo tecnologico in un oggetto “cult”. Come, appunto, è successo ai dispositivi della Mela. E oggi né Google né Apple difettano di questo importante aiuto grazie proprio all’impatto emozionale del rispettivo brand.

Fuori da questa mischia, per ora, rimane Rim con il suo Blackberry che oltre a feature “particolari”, che lo rendono unico nel suo genere, e non assimilabile a iPhone e dintorni, ha potuto contare sull’immagine, sui prestigiosi testimonial, che i telefonini evoluti dei giganti dell’elettronica come HTC, Samsung e LG oggi non hanno.

Nel mercato dei telefonini c’è sicuramente il gigante Nokia, che però non sembra in grado contrastare Apple e Google nel mercato degli smartphone evoluti, almeno oggi. Vedremo nei prossimi mesi.

Smau Si, Smau No: dipende da che lato lo si vede

lunedì, 2 novembre 2009

Come ogni anno, da parecchi, al termine dell’edizione milanese dello Smau iniziano i consuntivi. Da una parte l’organizzazione che mette nero su bianco numeri come 49.000 visitatori, di cui 11.000 partecipanti ai 200 appuntamenti formativi.

Dall’altra parte ci sono gli espositori che, come ogni anno, hanno aspettative, vogliono numeri, qualificati, un po’ troppo alti in certi casi. Che, in qualche caso, pensano di poter risollevare il business attraverso una manifestazione di tre giorni.

Poi c’è la cruda realtà: ci sono aziende che hanno qualcosa da dire, da presentare, e hanno riscontri. Penso a una Iomega che già al termine del primo giorno era più che soddisfatta oppure il grande interesse che ha suscitato “il mostro” presentato da APC. Oppure aziende come Ingram Micro, che nella tre giorni milanese, ha incontrato 800 rivenditori. Un numero di tutto rispetto, di questi tempi, soprattutto se si confronta con le ssmau_2009_channelcitycarse presenze che si registrano in numerosi roadshow di canale, che abbondano in queste ultime settimane.

Certo non è pensabile che tutti possano avere un volano come lo ha avuto Microsoft con il lancio di Windows 7, che nella giornata di presentazione del nuovo sistema operativo ha registrato un’affluenza record. Numeri che indirettamente hanno fatto bene anche ai partner-microsoft e che ovviamente ne ha poi beneficiato l’intero Smau.

Senza poter disporre di numeri ufficiali delle presenze ai vari stand ma avendo parlato con diverse aziende direi che anche attori come Esprinet e  diverse aziende software possano essere più che soddisfatti del riscontro Smau. Di certo è che l’hardware PC, se si esclude il parterre degli hardware-vendor presenti nell’area Windows 7, non riesce più a calamitare l’interesse di una volta.

Dal mio punto di vista sarebbe il momento giusto per trasformare lo Smau in una vera e propria manifestazione dedicata al software con il compito di far crescere l’interesse per le soluzioni hardware all’area del Trade. Facendola, ovviamente, crescere.

Con Windows 7 torna l’era del marketing porta a porta

lunedì, 7 settembre 2009

L’iniziativa HouseParty, promossa per il lancio di Windows 7, colpisce perchè se da una parte potrebbe essere una interessante iniziativa a basso costo che consente agli utenti di scambiarsi a quattr’occhi idee, commenti, mugugni sul nuovo Windows 7, dall’altra parte mi lascia perplesso.

Ma come dopo anni nel quale Microsoft si è sempre vantata di avere un ecosistema di partner -  piccoli, grandi e medi – capillare e affidabili, una serie di distributori di primo piano e una struttura comunicazione-marketing in grado di produrre un tam-tam oceanico, con HouseParty siamo tornati all’era del marketing porta a porta. Posso capire che lo scotto di Windows Vista aleggia ancora nelle stanze di Redmond ma questa volta le premesse per il nuovo sistema operativo sembrano totalemte differenti. Non capisco nemmeno questa calma apparente da parte di Microsoft verso il canale. Qualche distributore inizia a lamentarsi perchè a poco più di un mese dal lancio di Win Seven il focus commerciale di Microsoft sembrerebbe inesistente. Alcuni ipotizzano anche che potrebbero essere solamente gli hardware vendor a trainare inizialmente Win Seven con un basso profilo da parte di Microsoft. Questo, forse, giustificherebbe il porta a porta.

Primi problemi di tuning per Windows 7

martedì, 23 giugno 2009

Secondo quanto riportato dal sito Winfuture.de  Microsoft avrebbe posticipato il rilascio delle versioni RTM di Windows Seven al 29 giugno, contro la data precedentementte prevista del 12 giugno. Inoltre, non si sa più nulla dei prezzi di Windows 7  che dovevano essere ufficializzati entro la metà di giugno mentre è quasi certo che la versione di Windows 7 per l’Europa, ovvero la versione che non potrà integrare di default il browser Internet Explorer si chiamerà Windows 7 E.

Almeno questa è la proposta Microsoft, vedremo nei prossimi giorni che ne pensa la Commissione Europea.

La regola del meno 20%

martedì, 31 marzo 2009

La crisi si abbatte anche nel settore IT che, ovviamente, non poteva rimanere indenne dallo tsunami finanziario e dalla crisi del mercato reale. E questo terremoto si traduce in numeri importanti. In una recente dichiarazione Umberto Paolucci, con una carica di rilievo in Microsoft, e tanta esperienza nel settore, stimava in circa 40.000 posti di lavoro persi in questo anno solare nel nostro Paese.

La crisi però è in qualche modo più drammatica per il nostro settore perchè a differenza di altri comparti industriali l’information technology può considerarsi un settore pivello, non abituato a fronteggiare situazioni pesanti che altri settori dell’economia hanno già passato parecchie volte nella loro storia. E, infatti, le aziende dell’IT stanno facendo la cosa più elementare, e dannosa. Ridurre il personale in una percentuale che varia dal 10 al 20%. In fretta, per esigenze di bilancio.

L’aspetto più inquetante, al di la ovviamente della espulsione dal mondo del lavoro di tecnici preprati e professionisti della vendita, è che non si intravede un piano di rilancio del tal vendor o tale distributore, in qualche modo credibile. In questa fase l’importante è tagliare. Si va incontro a paradossi come il caso di quel distributore che per la fretta di ridurre i costi si è liberato di un team di persone che poi è andato a lavorare da un concorrente salvo poi scoprire che non aveva più in casa l’expertise sul tale vendor e  a questo punto dovrà in qualche modo correre ai ripari.

Il paradosso è proprio questo. A cui si deve aggiungere che quando il mercato riprenderà ci saranno vendor e distributori che hanno in qualche modo tirato la cinghia ma il proprio know-how, le proprie persone, sono ancora li, pronte ad accendere i motori. E altri che perderanno la ripresa perchè nel frattempo hanno snaturato l’impresa.


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