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	<title>ChannelCity Blog &#187; Esprinet</title>
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	<description>Il business con il canale indiretto</description>
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		<title>Smau Si, Smau No: dipende da che lato lo si vede</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:26:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, da parecchi, al termine dell’edizione milanese dello Smau iniziano i consuntivi. Da una parte l’organizzazione che mette nero su bianco numeri come 49.000 visitatori, di cui 11.000 partecipanti ai 200 appuntamenti formativi. Dall’altra parte ci sono gli espositori che, come ogni anno, hanno aspettative, vogliono numeri, qualificati, un po’ troppo alti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno, da parecchi, al termine dell’edizione milanese dello<strong> Smau</strong> iniziano i consuntivi. Da una parte l’organizzazione che mette nero su bianco numeri come <strong>49.000 visitatori,</strong> di cui 11.000 partecipanti ai <strong>200</strong> appuntamenti formativi.</p>
<p>Dall’altra parte ci sono gli espositori che, come ogni anno, hanno aspettative, vogliono numeri, qualificati, un po’ troppo alti in certi casi. Che, in qualche caso, pensano di poter risollevare il business attraverso una manifestazione di tre giorni.</p>
<p>Poi c’è la cruda realtà: ci sono aziende che hanno qualcosa da dire, da presentare, e hanno riscontri. Penso a una <strong>Iomega</strong> che già al termine del primo giorno era più che soddisfatta oppure il grande interesse che ha suscitato “il mostro” presentato da <strong>APC</strong>. Oppure aziende come <strong>Ingram Micro</strong>, che nella tre giorni milanese, ha incontrato 800 rivenditori. Un numero di tutto rispetto, di questi tempi, soprattutto se si confronta con le s<a rel="attachment wp-att-208" href="http://blog.channelcity.it/2009/11/smau-si-smau-no-dipende-da-che-lato-lo-si-vede.html/smau_2009_channelcity"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-208" title="smau_2009_channelcity" src="http://blog.channelcity.it/wp-content/uploads/2009/11/smau_2009_channelcity-150x150.jpg" alt="smau_2009_channelcity" width="150" height="150" /></a>carse presenze che si registrano in numerosi roadshow di canale, che abbondano in queste ultime settimane.</p>
<p>Certo non è pensabile che tutti possano avere un volano come lo ha avuto <strong>Microsoft</strong> con il lancio di <strong><a href="http://www.channelcity.it/speciali/windows-7/index.php">Windows 7,</a></strong> che nella giornata di presentazione del nuovo sistema operativo ha registrato un’affluenza record. Numeri che indirettamente hanno fatto bene anche ai partner-microsoft e che ovviamente ne ha poi beneficiato l’intero Smau.</p>
<p>Senza poter disporre di numeri ufficiali delle presenze ai vari stand ma avendo parlato con diverse aziende direi che anche attori come <strong>Esprinet</strong> e  diverse aziende software possano essere più che soddisfatti del riscontro Smau. Di certo è che l’hardware PC, se si esclude il parterre degli hardware-vendor presenti nell’area Windows 7, non riesce più a calamitare l’interesse di una volta.</p>
<p>Dal mio punto di vista sarebbe il momento giusto per trasformare lo Smau in una vera e propria manifestazione dedicata al software con il compito di far crescere l’interesse per le soluzioni hardware all’area del Trade. Facendola, ovviamente, crescere.</p>
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		<title>Distributori arroganti come le banche?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 09:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[cash&carry]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo si legge sempre più spesso sulle colonne dei quotidiani finanziari. Lo si apprende di volta in volta dalla numero uno di confindustria, Emma Marcegaglia, piùttosto che dal presidente di Confapi o Confartigianato: il problema più urgente, per rimettere in moto l&#8217;economia reale, è quello di convincere le banche a fare il loro lavoro; sostenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo si legge sempre più spesso sulle colonne dei quotidiani finanziari. Lo si apprende di volta in volta dalla numero uno di confindustria, Emma Marcegaglia, piùttosto che dal presidente di Confapi o Confartigianato: il problema più urgente, per rimettere in moto l&#8217;economia reale, è quello di convincere le banche a fare il loro lavoro; sostenere con il credito le imprese, soprattutto le Pmi.</p>
<p>Un problema che convolge in larga misura anche i rivenditori It che di fatto, non scordiamocelo, sono anch&#8217;esse piccole realtà aziendali, che hanno necessità di attingere alle risorse finanziare, i fidi, che da sempre vengono elargiti dai distributori. </p>
<p>Su questo tema mi riallaccio<a href="http://blog.channelcity.it/2009/03/la-regola-del-meno-20.html#comment-11"> alla protesta del rivenditore </a>che ha scritto al blog di ChannelCity (in realtà ci stanno arrivando proteste simili anche via mail). Un esempio di cosa un distributore non dovrebbe mai fare.</p>
<p>Non è mio compito analizzare sotto l&#8217;aspetto finanziario se sia giusto o sbagliato ridurre o chiudere i fidi ai rivenditori. Quando lo si fa però si dovrebbe tenere conto di due cose: la prima, è di immagine. Con gli strumenti di CRM attualmente a disposizione dei distributori non sarebbe difficile mandare una mail al singolo rivenditore avvertendolo su quanto si sta facendo nei suoi confronti.</p>
<p>E&#8217; una modalità di trasparenza e di vicinanza con il proprio rivenditore, che di fatto è il proprio cliente (non è bello trovarsi alla cassa del cash&amp;carry e sapere che non si ha più il fido). Il secondo aspetto è di tipo più strategico. In questo momento mettere in difficoltà i rivenditori non giova a nessuno. Non giova al mercato e non giova nemmeno al distributore.</p>
<p>Quando la crisi sarà alle spalle non avere più come clienti i rivenditori potrebbe mettere in gioco la stessa attività del distributore e potrebbe sollecitare il vendor ad andare in diretta.</p>
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