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	<title>ChannelCity Blog &#187; distributori</title>
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	<description>Il business con il canale indiretto</description>
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		<title>Con Windows 7 torna l&#8217;era del marketing porta a porta</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 09:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iniziativa HouseParty, promossa per il lancio di Windows 7, colpisce perchè se da una parte potrebbe essere una interessante iniziativa a basso costo che consente agli utenti di scambiarsi a quattr&#8217;occhi idee, commenti, mugugni sul nuovo Windows 7, dall&#8217;altra parte mi lascia perplesso. Ma come dopo anni nel quale Microsoft si è sempre vantata di avere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;iniziativa <strong>HouseParty,</strong> promossa per il lancio di <strong>Windows 7</strong>, colpisce perchè se da una parte potrebbe essere una interessante iniziativa a basso costo che consente agli utenti di scambiarsi a quattr&#8217;occhi idee, commenti, mugugni sul nuovo <strong><a href="http://www.channelcity.it/speciali/windows-7/index.php">Windows 7</a></strong>, dall&#8217;altra parte mi lascia perplesso.</p>
<p>Ma come dopo anni nel quale Microsoft si è sempre vantata di avere un ecosistema di partner -  piccoli, grandi e medi &#8211; capillare e affidabili, una serie di distributori di primo piano e una struttura comunicazione-marketing in grado di produrre un tam-tam oceanico, con <strong><a href="http://www.channelcity.it/news/7843/houseparty-e-windows-7-arriva-direttamente-a-casa.html">HouseParty</a></strong> siamo tornati all&#8217;era del marketing porta a porta. Posso capire che lo scotto di Windows Vista aleggia ancora nelle stanze di Redmond ma questa volta le premesse per il nuovo sistema operativo sembrano totalemte differenti. Non capisco nemmeno questa calma apparente da parte di Microsoft verso il canale. Qualche distributore inizia a lamentarsi perchè a poco più di un mese dal lancio di Win Seven il focus commerciale di Microsoft sembrerebbe inesistente. Alcuni ipotizzano anche che potrebbero essere solamente gli hardware vendor a trainare inizialmente Win Seven con un basso profilo da parte di Microsoft. Questo, forse, giustificherebbe il porta a porta.</p>
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		<title>I dubbi dell&#8217;ecommerce</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 14:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merli</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-commerce]]></category>
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		<description><![CDATA[Prendo spunto dal “dealer scontento” che ha scritto recentemente lamentandosi su un sito di ecommerce di un noto distributore. Al di la della sua considerazione personale sul singolo sito facendo un giro su diversi siti dei distributori, grandi e piccoli che siano, si nota come ognuno ha interpretato il proprio sito di ecommerce secondo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto dal “<a href="http://blog.channelcity.it/2009/03/al-servizio-del-canale.html/comment-page-1#comment-7">dealer scontento</a>” che ha scritto recentemente lamentandosi su un sito di ecommerce di un noto distributore. Al di la della sua considerazione personale sul singolo sito facendo un giro su diversi siti dei distributori, grandi e piccoli che siano, si nota come ognuno ha interpretato il proprio sito di ecommerce secondo la sua visione personale del mercato e dei propri brand nel portafoglio aziendale. Alcuni siti B2B scimmiottano i siti consumer, altri sono fatti bene, altri meno bene, graficamente parlando. Quello che è importante avere in mente quando si costruisce un sito B2B è che questa opportunità, che si mette a  disposizione del proprio cliente, deve essere di servizio, &#8220;vero”. Se nella logica di privilegiare la parte grafica si perde di vista il ruolo principale per cui sono nati e servono – quello di far trovare velocemente il prodotto e fare la transazione commerciale senza far impazzire il dealer – allora non ci siamo. Interessante è l’approccio che mi confidava Yolanda Rios di Tech Data ovvero quello di poter inviare le richieste, le lamentele, i suggerimenti a un team europeo che coordina le attività Web. In diversi casi la sollecitazione locale è stata poi implementata anche a livello globale. Per chi invece non può disporre di tanto lusso, basterebbe ogni tanto chiedere cosa ne pensano i rivenditori. Magari dalle pagine del proprio sito di ecommerce.</p>
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