Prendo spunto dal “dealer scontento” che ha scritto recentemente lamentandosi su un sito di ecommerce di un noto distributore. Al di la della sua considerazione personale sul singolo sito facendo un giro su diversi siti dei distributori, grandi e piccoli che siano, si nota come ognuno ha interpretato il proprio sito di ecommerce secondo la sua visione personale del mercato e dei propri brand nel portafoglio aziendale. Alcuni siti B2B scimmiottano i siti consumer, altri sono fatti bene, altri meno bene, graficamente parlando. Quello che è importante avere in mente quando si costruisce un sito B2B è che questa opportunità, che si mette a disposizione del proprio cliente, deve essere di servizio, “vero”. Se nella logica di privilegiare la parte grafica si perde di vista il ruolo principale per cui sono nati e servono – quello di far trovare velocemente il prodotto e fare la transazione commerciale senza far impazzire il dealer – allora non ci siamo. Interessante è l’approccio che mi confidava Yolanda Rios di Tech Data ovvero quello di poter inviare le richieste, le lamentele, i suggerimenti a un team europeo che coordina le attività Web. In diversi casi la sollecitazione locale è stata poi implementata anche a livello globale. Per chi invece non può disporre di tanto lusso, basterebbe ogni tanto chiedere cosa ne pensano i rivenditori. Magari dalle pagine del proprio sito di ecommerce.


