La crisi si abbatte anche nel settore IT che, ovviamente, non poteva rimanere indenne dallo tsunami finanziario e dalla crisi del mercato reale. E questo terremoto si traduce in numeri importanti. In una recente dichiarazione Umberto Paolucci, con una carica di rilievo in Microsoft, e tanta esperienza nel settore, stimava in circa 40.000 posti di lavoro persi in questo anno solare nel nostro Paese.
La crisi però è in qualche modo più drammatica per il nostro settore perchè a differenza di altri comparti industriali l’information technology può considerarsi un settore pivello, non abituato a fronteggiare situazioni pesanti che altri settori dell’economia hanno già passato parecchie volte nella loro storia. E, infatti, le aziende dell’IT stanno facendo la cosa più elementare, e dannosa. Ridurre il personale in una percentuale che varia dal 10 al 20%. In fretta, per esigenze di bilancio.
L’aspetto più inquetante, al di la ovviamente della espulsione dal mondo del lavoro di tecnici preprati e professionisti della vendita, è che non si intravede un piano di rilancio del tal vendor o tale distributore, in qualche modo credibile. In questa fase l’importante è tagliare. Si va incontro a paradossi come il caso di quel distributore che per la fretta di ridurre i costi si è liberato di un team di persone che poi è andato a lavorare da un concorrente salvo poi scoprire che non aveva più in casa l’expertise sul tale vendor e a questo punto dovrà in qualche modo correre ai ripari.
Il paradosso è proprio questo. A cui si deve aggiungere che quando il mercato riprenderà ci saranno vendor e distributori che hanno in qualche modo tirato la cinghia ma il proprio know-how, le proprie persone, sono ancora li, pronte ad accendere i motori. E altri che perderanno la ripresa perchè nel frattempo hanno snaturato l’impresa.
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Ancora una volta vorrei aggiungere un ulteriore tassello alla sua riflessione riguardo ai distributori.
Ho scoperto, ed è veramente una scoperta in quanto nessuno mi ha avvisato neppure per “mail”, che il mio fido con ESPRINET è stato ridotto AUTOMATICAMENTE di un buon 40%.
La cosa sgradevole è che sono venuto a saperlo alla cassa del cash&carry con la gente in coda che ti guarda come se tu fossi un ladro.
Ringrazio il responsabile del cash che con santa pazienza ha verificato la situazione e mi ha spiegato che probabilmente in base al fatturato del 2008 sono stati apportati dei tagli ai fidi del clienti (evidentemente non sono stato l’unico a cadere dalle nuvole).
In un momento come questo dove le banche ci stringono il collo e non mollano neppure un soldo, ci si mettono anche i fornitori a renderci difficile la vita, ma quello che mi rende “scontento” è che nessuno si è preso la briga di alzare il telefono e verificare insieme la situazione.
Avrebbero per esempio scoperto che abbiamo sì ridotto gli acquisti di ferro, ma che siamo ancora aperti, forti nelle assistenze e che stiamo aspettando che i nostri clienti escano dalla crisi….sapete vero che c’è una piccola crisi in corso….. per cominciare a rinnovare il loro parco macchine…..e io mi ricorderò di chi mi ha trattato bene.
chi lo dice ai vendor e/o ai distributori che non si può andare avanti a ribassare il margine?
ma come si fa a non capire che la gente non può comprare computer come fossero mele? una mela dura un qualche giorno, un computer dura anni!
inoltre, in qualsiasi settore ci sono margini elevati, sono nell’IT c’è la gara a far morire di fame i rivenditori!
ma che problema ci sarebbe a guadagnare tutti un pò di più? un ricarico del 20% visto anche i prezzi in continua discesa, sarebbe il minimo!
Che dire poi della concorrenza sleale di esprinet stessa? Con il sito di commercio elettronico al pubblico (tutti sappiamo quale è, vero? Non vorrei fargli pubblicità anche qui) pratica spesso prezzi più bassi e condizioni di acquisto (sconti quantità, spese di trasporto gratis, finanziamenti etc.) di quelli praticati verso i rivenditori….
Personalmente ho ridotto molto gli acquisti su questo distributore (e su un altro che mi ha fatto lo stesso scherzetto del fido di ” Dealer scontento”).
Una nota positiva invece è venuta da un altro fornitore che, di sua spontanea iniziativa, mi ha invece aumentato il fido proprio per “attirare” l’attenzione su di sè (e ci è riuscito benissimo, sono tornato a visitare regolamente il suo sito ed ho “riscoperto” le sue promozioni, spesso più allettanti di altri.
Morale? un minimo di attenzione in più paga sempre!